Se dovessi rinascere vorrei essere tremendamente bello, imbarazzantemente stupido e vergognosamente fortunato. Questi tre “doni” sono più che sufficienti per una vita meravigliosa.
Per nostra natura siamo affascinati dalla bellezza e non è un segreto che le persone di bell’aspetto sono sempre avvantaggiate. Non è discriminazione, è la natura umana. Siamo naturalmente predisposti verso il bello, diamo ascolto con maggior facilità ad un interlocutore di gradevole aspetto e siamo più propensi a fidarci.
La stupidità mi preserverebbe dai troppi ragionamenti che, regolarmente, finiscono per amareggiarmi come diretta conseguenza della lucida comprensione della realtà circostante che - troppo spesso - è ingiusta, stolida e malsana.
A tutto il resto ci penserebbe la fortuna, grazie alla quale mi troverei al momento giusto nel posto giusto, mi regalerebbero il biglietto vincente della lotteria, camminerei tra gli ammalati restando sano, inconterei amici sinceri…
Cosa potrei volere di più dalla vita? Se avessi queste tre cose rinuncerei persino al Lucano!
Penso invece la tua lucidità nel discernere cio che ti accade attorno sia un dono: chissà quante bruciature ti sei evitato, e il fatto che probabilmente (da “stupido”) non avresti visto il “fuoco” davanti a te non significa implicitamente che non avresti sentito il bruciore. Vedere il mondo cosi per come è, non è brutto perche cio che vedi è brutto: se tu non lo vedessi, il mondo sarebbe cosi ugualmente. Preferisci una bella bugia o una brutta verità? In entrambi i casi il mondo rimane cosi come lo vedi da lucido, e nel peggiore dei due casi non puoi evitare le brutte esperienze perche sei “stupido” e non le vedi.
Mi sono trovato nei tuoi simili dubbi, e sono giunto alla conclusione che sono contento di poter vedere cio che realmente gira intorno a me. Anche io spesso mi ritrovo amareggiato dalle conclusioni dei miei discorsi, è triste si… ma tante grazie che lo comprendo. E’ brutto constatarle, ma questo ti libera da un’illusione, una utopia. Non mi piacerebbe vivere credendo che cio che mi circonda è sincero e originale, preferisco la verità.
Non ci sono molte persone tanto sincere con se stesse da poter arrivare alle conclusioni che hai tratto te perche spesso si preferisce non rispondersi, e penso che chi ti sta accanto sia fortunato a poter contare su una persona di tale profondità. Sono le persone con questo temperamento che raggiungono mete concrete ad ogni livello: per costruire qualcosa che duri bisogna avere fondamenta solide e quelle che si illudono creano castelli in aria.
Grazie wOPr! Davvero, grazie di cuore!
Immagino tu abbia capito che le mie parole, più che frutto di un reale desiderio, sono il parto della stanchezza e della disillusione di fronte alle troppe ingiustizie, ma - soprattutto - all’eccesso di sfortuna. Ecco, un po’ di fortuna in più, quella sì che la vorrei davvero!
Piu di una volta mi sono ritrovato nei tuoi stessi panni, e capita ogni volta che vivo una situazione di disagio, e ultimamente non sono poche. Non sono superstizioso, e sono convinto che ogni cosa che accade, accade per conseguenza ad una causa (a volte ignota). Il susseguirsi di situazioni negative **a volte** è segno di una nostra carenza di cui probabilmente non ci siamo mai accorti, ma che in quel particolare periodo viene messa in rilievo, perché quegli eventi richiedono determinate capacità di cui probabilmente manchiamo.
Non so cosa quali siano le tue opinioni a riguardo, ma personalmente credo nell’esistenza di un Dio vivente e per questo motivo non adduco gli eventi a motivazioni come destino, fortuna o altro, non è un dogma.
Ad ogni modo non dico sempre ma spesso, eseguendo un’attenta analisi sincera con me stesso mi sono trovato di fronte a miei piccoli e a volte impercettibili errori, causa di molteplici problemi di quel determinato periodo. Prova con un bel debug
Anche io credo che ci sia un Dio, ma ciò in cui credo non è contemplato in nessuna religione del mondo e sarebbe troppo lungo per esprimerlo qui. E’ vero, ho notato spesso come anche i più piccoli (impercettibili) errori possano determinare conseguenze negative, ma occhio a non colpevolizzarsi troppo! Guardiamo anche a coloro che commettono errori molto più gravi dei nostri e poi come “punizione divina” ricevono una bella serie di colpi di fortuna: vincono al superenalotto, trovano l’amore, passano trenta inverni senza mai un’influenza…
Statisticamente è dimostrato, ci sono persone più fortunate e persone sfigate, anche considerando solo i test effettuati mediante giochi progettati specificamente per azzerare il fattore capacità (giochi in cui conta SOLO la fortuna). Come si spiega, per esempio, che in 636 “testa o croce” operati nell’arco di 3 mesi, Marco abbia vinto 589 volte? Test ripetuto a distanza di 2 anni, Marco vince di nuovo 563 volte su 632… c’è qualcosa che va al di là della “statistica predittiva” ed è sempre a favore delle stesse persone.
SI, vero.. ci ho impiegato un pò a rispondere
problemi di lavoro.
I giochi di cui parli li ho gia sentiti… sinceramente sono un pochino scettico: forse perche non mi sono informato molto a riguardo.
Ad ogni modo, lo so, capita di vedere quelle persone a cui va sempre bene tutto… io ad esempio, ho avuto fino ad ora una vita piena di ostacoli e brutti periodi, e quando li passavo (non che ora ne sia esente) mi guardavo attorno e vedevo quelle persone di cui parli tu e mi chiedevo: “ma caspita.. sempre io ci prendo dentro?!”. Ma ora, fatti alcuni metri da quelle buche mi dico: “io ora so come affrontare le prossime… e loro?”.
Nella mia breve vita ho affrontato molti problemi, e ho imparato da essi cose che quelle persone non impareranno mai (se non ci passeranno a loro volta), e se mai queste persone un giorno dovessero perdere questa loro “fortuna” quando il tempo di imparare fosse terminato, cadrebbero in un precipizio.
E’ un pò il discorso del tipo “stupido ma felice” oppure “avveduto e realista”: io preferisco passare una vita con tutti i problemi che possa avere, maturare, acquisire esperienza. Un giorno potrei aiutare la persona che amo affianco a me, potrei aiutare mio figlio: quelle persone a cui è andato tutto liscio lo potranno fare, cosa avranno da insegnare? Mi viene in mente una citazione che dice: “la saggezza non è il risultato di un’educazione, ma del tentativo di una vita intera di acquisirla”.
Quindi BackDream io penso che se da una parte passiamo una vita poco fortunata, dall’altra parte stiamo diventando persone sempre piu di valore, e con molte cose da comunicare: non è da tutti.
Buona giornata
E’ vero, il mio è fondamentalmente un discorso “egoista”, nel senso che se non vali niente, non sei nemmeno in grado poi di aiutare gli altri. Ma non è l’egoismo (caratteristica che non mi è mai stata propria) a spingermi a parlare così. E’ solo che dopo anni e anni, può capitare che si raggiunga il limite della sopportazione e che si cominci a non tollerare più la disequità. Se non posso avere un trattamento equo davanti agli uomini, almeno davanti a Dio vorrei avere una dose di fortuna uguale a quella di tutti gli altri. Ovvio che ciò è utopico, il mio post scaturisce infatti dal fatto che ho raggiunto il mio limite di sopportazione ed è giunto il momento di dare una svolta alle cose.
Perchè di fronte alle brutture della vita, forse, i grandi porgono l’altra guancia. Ma di guance ce ne sono comunque solo due. Una terza guancia da porgere non ce l’ho… userò quella di chi mi ha percosso.
Forse posso non aver capito bene, ma l’essere sfortunati nella vita non significa non valere nulla. Puoi essere sia sfortunato che di pocco valore come persona, ma queste due cose non le vedo legate da una relazione causa-effetto.
Non penso di avere la tua esperienza in merito di vita, ma ti posso garantire che anche quelli che tu vedi fortunati, hanno di cui dire “non me ne va bene una” su altri versi. Io non sono ricco, nemmeno benestante, anzi… ma ho l’amore di una persona che non è pari ad alcuna ricchezza: quanti di quei “fortunati” possono dire cosi? Eppure a me non me ne va bene una: sono sempre terzo o quarto nella vita.
Come ti ho gia scritto, non credo nella fortuna, ma da quel poco che ho visto, tutti vedono sempre gli aspetti negativi della propria vita, mai quelli positivi, benche anche il semplice fatto di essere in salute sia un fattore di cui tu ti puoi vantare, e di cui un’altra persona può dirsi “sempre sfortunata”.
Questo è il motivo per cui io vivo sereno anche se sono un “inetto” nella mia vita: ho imparato a guardare **cio che ho e di cui non ho mai fatto rischiesta** cose belle, inmeritate, cose per cui un’altra persona mi chiama “fortunato” quando io stesso di fatto (parlando con i tuoi precetti) non mi vedrei tale.
Quindi, anche se lo conosco solo nel mio piccolo so cosa significa raggiungere il limite, non farcela piu a sopportare il susseguirsi di determinati avvenimenti, che anche se diversi hanno sempre la stessa “portante”. Se posso, il mio suggerimento sarebbe quello di rivalutare cio che non hai forse mai considerato di grande valore, per cui gli altri invece ti stimano, e ti considerano “fortunato” e che tu hai sempre dato per scontato. E’ cio che tu fai con le altre persone che reputi piu fortunate di te, ma che forse non fai con te stesso.
Non è un discorso semplicistico per addolcire la pillola credimi, semplificare le cose non significa renderle semplici, e io in questo modo ho trovato soluzione, e ho anche scoperto lati di me che non pensavo d’avere.
Caro wOPr, scrivi come una persona giovane e saggia. E queste due caratteristiche assieme possono essere un mix favoloso (ma anche pericoloso, se non ci stai attento). Non ti voglio far diventare pessimista e non vorrei che tu pensassi che mi butto troppo giù, so quali sono i miei “punti di forza” e mi rendo conto di quali siano le mie “fortune”. E credimi, non penso di essere uno di poco valore solo perchè non vinco alla roulette. ![]()
Ma, come mia abitudine, guardo le cose sempre da più punti di vista (almeno due). E mi chiedo se quelle cose che la gente ritiene “fortune” poi lo siano veramente; ovviamente c’è da porsi anche la domanda inversa, ossia se ciò che la gente ritiene una “sfortuna” lo è davvero in fin dei conti. E alla fine la risposta è sempre la stessa: non lo so.
Poi, scendendo sugli aspetti più pratici della vita, tante volte mi sono prefissato un obiettivo e tante volte non l’ho raggiunto non per demerito mio, ma per la fortuna di altri che non lo meritavano affatto. E questo è un aspetto che non si deve accettare, bisogna incazzarsi, altrimenti dove la si trova la forza di lottare per raggiungere i prossimi obiettivi?
Giovane SI, saggia lo lascio dire al mio prossimo. Per trasparenza non potevo fingermi un uomo di grande esperienza, quando non è cosi: tanto sarebbe valso non rispondere.
Non conoscendoti, non mi sono sbilanciato a ipotizzare cosa tu faccia di fronte a queste situazioni, questa è una cosa di cui se ti sentivi, saresti stato tu a dire: mi sono solo “avvicinato” per lasciare un suggerimento, che poteva essere preso o meno in funzione di quanto pensassi potesse essere vero per te. E’ palese che non ti conosca e quindi ho anche sbagliato a quanto pare :p.
Dato che cerco di non commettere mai lo stesso errore due volte, mi fermerò qui: ciò che pensavo l’ho espresso e tu sicuramente ne sai di piu di me per quanto riguarda ciò che è giusto o meno per la tua persona.
Credo che ad un certo punto, se alcune risposte non te le puoi dare perché sono solo teorie, io non mi flagellerei ogni giorno per una risposta che può solo avere –nel caso migliore- un comportamento asintotico. Vivo la mia vita, do il meglio di me, e ad un certo punto me ne frego se c’è chi è piu fortunato di me: tanto sono cose che anche a capirle non le puoi controllare. Vivere una vita senza rimorsi è il mio motto, arrivare ad un certo punto sapendo di avere dato tutto me stesso, guardarmi indietro e pensare che se tornassi a due anni fa farei le stesse scelte, di cui non mi sono pentito ad oggi. Questo è ciò di cui puoi essere orgoglioso: che i piu fortunati vadano a quel paese: io ho vissuto una vita al meglio delle mie potenzialità, non mi pento di nulla (o poco, gli errori si fanno sempre purtroppo), sono stato una persona riflessiva e calcolatrice per ogni decisione presa.
Riguardo invece l’ultimo tuo paragrafo ti do pienamente ragione: l’orgoglio è spesso causa di molti problemi sociali, ma il piu delle volte necessario per un determinato stile di vita, soprattutto nel mondo del lavoro, se lavori da solo soprattutto. Non è solo questione di orgoglio ma di tenacia e aggressività verso i propri ostacoli, la vedo esattamente come te.
Tu forse penserai: “parla cosi solo perché è giovane?” ti dirò… non lo nego, ma a me piace molto parlare con persone completamente fuori da ogni ragionevole compatibilità con l’argomento trattato, perché le loro soluzioni ai problemi sono spesso semplici e dirette: pensano senza vincoli, la loro ignoranza in un certo senso li rende liberi da quegli stessi vincoli che ho collezionato durante la mia esperienza, e che mi impediscono di ragionare come lui.
Mi capita spesso di constatare come anche l’istruzione - potente mezzo di conoscenza - se non gestita correttamente può diventare anch’essa un “vincolo” che alla fine ti fa vedere le cose solo come ti hanno insegnato a vederle.
Idealmente bisognerebbe saper unire le conoscenze all’esperienza e alla creatività: con queste tre “armi” si potrebbe essere imbattibili! Ma è chiaro che non è facile. Anch’io sono contento di quello che faccio, degli obiettivi che ho raggiunto, ma soprattutto di quelli che posso ancora pormi per il domani.
E la rabbia verso chi ha senza meritare è uno (solo uno) degli stimoli per “camminare con forza” verso quegli obiettivi che altrimenti avrei già abbandonato.
Vero, l’istruzione conta molto nel modo di ragionare della persona. La mente è complessa e i vincoli del ragionamento sono molti, per questo è raro trovare una persona che riesce a ragionare fuori dagli “schemi”, e di solito se questa persona è anche sveglia, di solito inventa quella cosa di cui tutti hanno bisogno ma nessuno se n’era mai accorto, e fanno un sacco di soldi (pensa all’inventore del coton-fioc ;)).
Secondo me, a te, manca solo la “scoperta” ;). Sta per iniziare un nuovo anno: un grosso in bocca al lupo per i tuoi progetti e naturalmente… buon anno!
Grazie di cuore, veramente troppo gentile. Da come ragioni credo che anche a te manchi solo quella “scoperta”. Quindi contraccambio volentieri il tuo in bocca al lupo e, naturalmente, buon natale e buon 2008!