Noto con rabbia e dispiacere come la stragrande maggioranza delle persone viva nella convinzione che l’unico modo giusto di vedere le cose sia il proprio; e come conseguenza diretta, ovviamente, “tutti dovrebbero pensarla così”.
Ecco quindi che si compiono epiche lotte per ottenere leggi che limitano la libertà degli altri sulla base di una convinzione che è nostra, ma non loro.
Io sono del parere che sia giusto limitare la altrui libertà solo quando l’esercizio di questa libertà lede o arreca danno a terzi. Ma se un’altra persona esercita la propria libertà senza arrecare danno ad alcuno (eventualmente solo a se stesso) è giusto vietargli di essere se stesso?
I codissetti “benpensanti” ne fanno una questione morale. Ossia giustificano la limitazione della altrui libertà sulla base del fatto che l’esercizio della stessa “li offende” e arreca quindi loro un danno morale e psicologico. Ma questa è un arma a doppio taglio (se non triplo) perchè a questo punto anche io posso ritenermi parimenti offeso dalla mancanza di rispetto che queste persone denotano nei miei confronti e nei confronti della mia sensibilità e del mio modo di vedere le cose. Quindi se la si pensa così è un cane che si morde la coda e non se ne esce più.
Torno dunque al punto di partenza: limitare la libertà degli altri è giusto solo quando essa potrebbe ledere terzi.
A me pare che in buona parte del mondo (e anche nella nostra cara Italia) invece si stiano sempre più portando avanti battaglie d’opinione basate su faziosi moralismi che - drammaticamente - sfociano in proposte di legge che limiteranno anche la mia libertà qualora dovessero essere approvate.
E’ che siamo annoiati e ci piacciono troppo le trasmissioni TV in cui la gente litiga furiosamente (da Uomini e Donne a Annozero e via dicendo). Cerchiamo il litigio per poterci arrabbiare. Perchè abbiamo bisogno di quella scarica di adrenalina per sentirci nel giusto quando puntiamo il dito contro un altro essere umano. Perchè il fatto che lui la pensi in modo diverso da noi ci suscita odio. Perchè se non possiamo cambiare il suo modo di pensare, forse c’è un almeno modo per obbligarlo a comportarsi come vogliamo noi.
“Ognun per sè, Dio per sè, mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica, mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano altrimenti le altre mani chissà cosa pensano” (Quelli che ben pensano, Frankie Hi-Nrg MC).
Non potrei essere più d’accordo con te! C’è troppa voglia di litigare, si cerca il minimo pretesto per scagliarsi contro l’altro… ma perché? lo trovo così noioso e faticoso. Posso dirti la mia opinione anche con tranquillità, senza farne un dramma epico!
Ma per farlo serve l’intelligenza di capire chi ho davanti e la coscienza che possa pensarla diversamente da me e rispettarlo comunque. Purtroppo ci sono troppe persone che credono fermamente di avere la Verità assoluta nelle proprie mani e quindi tutti gli altri sono nel torto se affermano qualcosa di diverso dalla loro idea.
Blah!
Grazie! Hai centrato il concetto! E c’è anche di più: dal momento che ciascuno di noi pensa che il suo sia l’unico modo giusto di pensare, di conseguenza chi la pensa diversamente sbaglia e, in quanto pervicace nell’errore, deve essere obbligato a modificare il suo comportamento.
ASSURDO, DEPRIMENTE, IGNOBILE!
Concordo… dare per scontato qualcosa non è da persone avvedute e in alcuni casi, mature. Io penso che in quei discorsi in cui non c’è mai ne capo ne fine, ci sia sempre un’uscita, e non sta nei due estremi, ma in mezzo. Vedi il stra-noto e ritrito discorso dell’amicizia tra uomo e donna.. ci sono sempre delle condizioni per cui questo discorso assume valore positivo e condizioni invece per cui non si può verificare.
Il problema è che le persone si limitano a dare la loro versione dei fatti senza spiegare il ragionamento che ci sta dietro, o nel peggiore delle ipotesi (ahimè quelle piu accreditate) le raggiungono senza averci pensato. In questo caso è facile arrivare a discorsi di morale, in cui si deve fare una cosa perche “è sempre stata fatta cosi” oppure perche “è giusto farla cosi”, ma nessuno sa mai perche.
Sono solito a porre sempre a revisione il mio modo di pensare, sia attraverso uno sdoppiamento della mia personalità in cui uno fa “l’avvocato del diavolo” e l’altro “il difensore”, sia istigando gli altri alla discussione. Ovviamente, il mio istigare è inteso al provocare una discussione al fine di capire quel ragionamento (ammesso che ci sia) che di solito le persone tendono a non dire, le cause nascoste.
Quando trovo una persona che parla di queste sue ragioni senza che io lo provochi, beh.. me lo tengo stretto, perche è probabilmente una persona con una grande capacità di comunicare e soprattutto una persona che usa il cervello.
Purtroppo come molte cose belle, sono rare, e se fossimo tutti di quest’ultima categoria ci sarebbero molti meno problemi. Alle persone piace categorizzare i problemi perche facilitano le soluzioni, passando da una relazione tra problemi e soluzioni da “uno-uno” a una relazione “molti-alcuni”, alleggerendo il compito di coloro che amministrano quel settore. Se poi il settore non è facoltativo come potrebbe essere la religione, ma è un settore pubblicamente riconosciuto come autoritario (mi riferisco allo stato e alle leggi), i problemi sono molto grossi, e prima o poi convogliano in una crisi.
Penso che non ci siano soluzioni ad un problema in scala “di massa” dal momento che le uniche soluzioni sono applicabili “ad ogni singola persona”, ed è impossibile cambiare il modo di pensare di tutti. Si deve convivere con persone che categorizzano problemi senza averli metabolizzati, sopportarle talvolta. E’ triste e misero… qualcuno ha conclusioni diverse?
Nessuna conclusione diversa. Ciò che dici è perfettamente condivisibile!
Hai inoltre introdotto un’interessante riflessione sui ruoli di stato e religione. Ora prova a pensare a cosa accade in uno stato che legifera sulla base delle idee proposte dai capi religiosi…
E non mi riferisco solo a nazioni tipo Iran, Afghanistan… l’Italia è sulla buona strada! Legge su separazione e divorzo, la 194, il “voto secondo coscienza del buon cristiano cattolico”…
Come mai qualunque cazzata esca dalla mia bocca viene subito messa in dubbio (giustamente) mentre ogni cazzata che esce dalla bocca del Papa viene presa per vera, buona e giusta?
BAH!
SI SI, niente di piu vero… ci proclamiamo civili e progressisti andando ad aiutare quei “poveretti” che hanno bisogno di una mano a formare una democrazia –se cosi si può chiamare- quando da noi governa ancora il Vaticano alla fine dei conti. C’è una citazione che ho sempre tenuto in stretta considerazione parlando di relazioni con terzi, che dice:
“Puoi scoprire ciò di cui i tuoi nemici hanno paura osservando i mezzi con i quali ti minacciano” [Eric Offer]
Non è forse vero che ci minacciano di togliere il diritto alla parola con le leggi? Hanno paura che con le loro stesse leggi noi possiamo “strozzarli”. E’ nato un nuovo modo di comunicare sul web, il blog, e qualcuno ne ha fatto un importante strumento di comunicazione mediatica agli italiani, Beppe Grillo. Non ricordo dove l’ho letto/sentito, ma volevano fare una legge (estenderla in realtà) per poter censurare non solo le testate giornalistiche ed editoriali, ma anche i blog. Guarda caso, ogni riferimento è puramente casuale… come se la stragrande maggioranza di noi non sapesse quanto Grillo stia tra le ruote ai politici! La morale di questo exscursus sta nel fatto che sanno bene che gli italiani in genere sono molto religiosi, e in passato l’ignoranza era colmata da una cieca fede nella chiesa cattolica. Sono riusciti perfino a vendere posti in paradiso con le indulgenze (comprate). Cosi usano cio che hanno paura che svanisca contro di noi, usano la religione per tenerci attaccati a cio che vogliono che seguiamo. E dato che non possono direttamente minacciarti con la religione (al giorno d’oggi no, prima potevano) ti fanno vedere che il papa appoggia lo stato e che lo stato spalleggia cio che dice il papa, cosi un buon italiano cattolico seguirà cio che “questi due” decideranno.
Ad ogni modo non mi illudo nemmeno: tutto il mondo è paese.. non credo che esista realmente un paese libero da questi vincoli, ognuno ha i suoi, solo che alcuni sono noti al pubblico e altri no.