Seguendo oltre i miei dubbi-peggio-che-amletici, mi pongo un’altra domanda. Può un computer essere dotato di ESP? E non mi riferisco all’ESP (Electronic Stability Program) delle automobili ma alle percezioni extrasensoriali (ESP=Extra-sensory Perception).

Nel film-capolavoro “The Black Hole” (Walt Disney, 1979), che peraltro può vantare un cast invidiabile, il piccolo robot V.I.N.CENT (acronimo di Vital Information Necessary, CENTralized) manifesta una sorta di legame extrasensoriale con l’astronauta Kate McCrae che gli consente di comunicare con lei per via telepatica.

Ora, dal momento che - quantunque in modi totalmente differenti - sia la memoria di un computer che il cervello umano funzionano “elettricamente” (o elettromagneticamente) e che, quindi, utilizzano grandezze fisiche misurabili, mi chiedo se non sia possibile in un lontano futuro costruire strumenti elettronici che leggono (e scrivono) il cervello umano. Potrebbero “leggere” i nostri pensieri e “scriverci dentro” le risposte; non propriamente una comunicazione telepatica, ma qualcosa di estremamente assimilabile.

Temo che non conoscerò mai la risposta a questa domanda…

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