Testuali parole del card. Camillo Ruini: “La donna in molti casi abortisce proprio perché non è libera e la si rende tale se le si dà la possibilità concreta di non abortire”.
Ora, analizziamo questa frase usando gli strumenti che la logica ci mette a disposizione. Dal momento che si tratta di un argomento importante e assai controverso, l’unico modo di analizzarlo lucidamente è decontestualizzarlo.
Ecco la stessa frase decontestualizzata: “A in molti casi fa B proprio perchè non è C e la si rende tale [C, ndr] se le si dà la possibilità concreta di non fare B”.
Quindi per rendere C una A bisogna darle la possibilità concreta di non fare B. Il tranello è tutto in quel “non” associato al concetto di “dare la possibilità“. Infatti “avere la possibilità” è semanticamente diverso da “avere l’obbligo” quindi, dal punto di vista logico:
Quindi:
Ora, l’attuale legge prevede che in determinati casi “A può fare B”, una modifica della legge come quella auspicata dal suddetto porporato (mascherandosi dietro al suo poco abile giochetto di parole) andrebbe nella direzione del “A not può fare B” (vedi sopra) e ridurrebbe numericamente il numero di possibilità. Quindi se tra una persona che può fare N cose e un’altra persona che ne può fare M, dove N>M, la prima persona è più libera della seconda; di conseguenza questa modifica alla legge restringerebbe la libertà.
Ma nella sua frase il card. Ruini tenta di venderci il concetto come se si trattasse di un ampliamento della libertà, sfruttando la poca capacità di analisi logica delle masse unita alla radicata convenzione di credere per partito preso (verità di fede?) a ogni amenità che possa uscire dalla bocca di un prelato.
Ora so già che i fondamentalisti (sempre per partito preso e senza veramente averci ragionato) mi daranno dell’assassino, del mostro, del pazzo… e via dicendo. Niente di più falso! Personalmente non vorrei mai ricorrere all’aborto, ma trovo insopportabile la brama di limitare la libertà degli altri sulla base della nostra sensibilità.
Io avrò il diritto di limitare la libertà di un altro individuo solo nel momento in cui l’esercizio di questa sua libertà limita per diretta conseguenza la mia o mi arreca direttamente un danno.
Un altro esempio? Non ho mai fumato nemmeno una sigeretta, nemmeno un tiro per gioco quand’ero adolescente. Ma non me la sentirei mai di vietare in toto il fumo. Limito la tua libertà di fumare solo se fumi in un ambiente in cui danneggi anche me (esempio nella stessa sala di un ristorante, nello stesso ufficio, nella stessa casa…), ma se vuoi rinchiuderti in uno stanzino tutto tuo, da solo, lontano da chiunque altro, e fumare fino a calcificarti i polmoni e morire soffocato… fai pure.
Mamma mia, mi son persa un po’ nelle formule di logica!
ma ho capito il senso…
e sono pienamente d’accordo con te sul fatto che si fanno belli parlando dell’allargamento della libertà quando in realtà la stanno limitando! che giochi di parole…
fanno presto loro a parlare, ma pensiamo ad una donna stuprata che resta incinta, cosa fa, deve tenersi quel figlio che ogni giorno le ricorderà la violenza subita? io sono dell’idea che l’aborto sia devastante, prima di tutto per la donna, ma ci sono casi in cui è comprensibile. Ma loro parlano di verità assolute, di qualcosa che va oltre la quotidianità, figuriamoci se sanno come va la vita reale! Mi danno sui nervi quelli che parlano senza sapere realmente di cosa stiano parlando, di come vanno le cose.