In questi giorni tiene banco il supposto scandalo conseguente alla revoca della scomunica a un certo numero di lefebvriani (per i non informati sono una sorta di “ala negazionista fondamentalista cattolica”).

Due cose colpiscono. La prima è la reazione di chiusura da parte della chiesa che, in dichiarazioni ufficiali, avrebbe asserito che “la revoca della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani è un affare interno della chiesa“. Beh, osservo, la sentenza che consente al padre di Eluana di onorare la volontà della figlia non è forse un affare interno dell’Italia? Due pesi, due misure?

Ma la seconda cosa che colpisce è che questa frase sottende un atteggiamento nazista di stampo hitleriano. E’ una minaccia. Guai a chi si azzarda a interferire con gli affari interni della chiesa cattolica (che mi ricorda fin troppo Germania, da leggersi Ghermania, per citare il nome che Hitler voleva dare al suo impero).

Quindi, in buona sostanza, gli esponenti della chiesa possono dire la loro e persino interferire con qualsiasi cosa essi vogliano; se però qualcun altro osa dire la propria opinione e magari alzare la voce indispettito di fronte a palesi ed evidenti insulti commessi da quella stessa chiesa, allora sia anàtema! Solita strategia, evitare il confronto e far cadere dall’alto il concetto che è blasfemo anche solo pensare di poter criticare gli atti del Papa che, ricordiamolo, è infallibile in quanto ispirato da Dio.

Ahi ahi, mi si permetta di prendere a prestito una celebre frase di Renzo Arbore: meditate, gente, meditate!

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