Leggo questo simpatico articolo su Affaritaliani e impallidisco.
I dati statistici in possesso del Viminale affermano che, su scala nazionale, il 60.9% dei casi di stupro è ad opera di italiani. Quindi, in pratica 6 violentatori su 10 sarebbero di nazionalità italiana e solo 4 su 10 (39.1%) sarebbero stranieri.
Ora io mi chiedo chi faccia le statistiche per il Viminale… Topo Gigio?
Questi dati sarebbero validi se in Italia vivesse lo stesso identico numero di italiani e di stranieri. Ma dal momento che nel nostro paese la percentuale di stranieri sarebbe del 5% (sempre secondo dati del Viminale che tengono conto solo degli immigrati “regolari”) allora è chiaro che il precedente dato va normalizzato!
Infatti deve essere chiaro che il 60.9% degli stupri viene commesso dal 95% della popolazione (la parte composta da italiani) mentre il 39.1% delle violenze è operato dal 5% della popolazione (la parte composta da stranieri).
Rapportando quindi le percentuali degli stupratori a quelle della popolazione otteniamo in indice di incidenza dello 0.64 per gli italiani e del 7.82 per gli stranieri. Ora normalizzando nuovamente a 100 (per ragionare in percentuale che è più facile) otteniamo un 7.57% di italiani contro un 92.43% di stranieri.
Ora bisogna rapportare i casi di stupro alla popolazione: sempre secondo i dati del Viminale quel 5% di stranieri consterebbe di 2.5 milioni di individui, il che significa che la popolazione residente composta da italiani sarebbe di 47.5 milioni di individui. Il Viminale poi afferma che nel 2008 ci sarebbero stati 480 casi di stupro, 1 ogni 104000 abitanti. Usando questo dato per ricondurre il calcolo precedente ad un rischio reale e contestualizzato possiamo quindi calcolare i seguenti valori:
Così il dato, non solo suona molto meno allarmistico, ma si evince anche un’altra cosa (in controtendenza rispetto al sentir comune) ossia che per ricondurre questo dato in prossimità del punto medio dovremmo aumentare e non ridurre il numero di stranieri in Italia. Maggior numero, minore incidenza della minoranza criminale sul valore probabilistico.
Non si sottovaluti comunque lo stato attuale delle cose alla data odierna: se si sta in compagnia di stranieri la probabilità di essere in compagnia di un violentatore è circa 18 volte maggiore che non stando in compagnia di italiani.
In realtà non sarebbe necessario tanto aumentare il numero degli stranieri, ma la loro “qualità“, facilitandone l’integrazione con politche meno discriminatorie. Dal momento che la legislazione corrente ne spinge un cospicuo numero in clandestinità, e comunque in condizione di marginalità, è inevitabile che la propensione media a delinquere di questo sottoinsieme sia maggiore rispetto a quella di coloro che godono i pieni diritti di cittadinanza.
Grazie per il tuo contributo Giorgio! In verità, come avrai notato, il mio post era una provocazione sulla modalità adottata per la produzione del dato statistico. E alla statistica (che è una scienza senza cuore) basta il numero. Ovviamente, allargando il campo del discorso agli aspetti sociologici e umani si devono tenere in considerazione - come hai acutamente suggerito tu stesso - concetti come la “qualità” e la “discriminazione”.
Gli statistici sono il genere di persona che andrebbero in aereo con una bomba in valigia perchè secondo le statistiche non c’è mai più di una bomba su un aereo