Posted on 06-07-2009
Filed Under (Pensieri e Opinioni) by BackDream

Spesso leggo (o sento dire) che, in amore, tutto deve essere naturale, tutto deve venire dal cuore senza passare dal via, senza doverci pensare; quasi che il ragionare, in amore, sia una colpa; quasi che il ragionare renda l’amore meno vero o meno spontaneo.

Personalmente trovo che questo approccio sia una grandissima sciocchezza.

Infatti proviamo a pensare alla tipica storia d’amore “spontanea”, quella che si prende così come viene e basta: si ha una prima fase di innamoramento travolgente nella quale abbiamo tutta una serie di manifestazioni irrazionali (ci basta vederlo/a per sentire quel blocco alla bocca dello stomaco, ci basta sentire il suo profumo per essere eccitati, e così via); poi questa passione in parte dovuta agli ormoni e in parte alla novità lascia il posto a una comoda routine e ben presto ci accorgiamo che l’altro è diventato scontato e prevedibile, che non fa nulla per stupirci così come noi non facciamo nulla per stupire lui/lei. La storia si siede, si addormenta, diventa noia quotidiana. E a quel punto, inaspettatamente, ecco che arriva una nuova persona in grado di farci sentire lo stomaco chiuso e i brividi dell’eccitazione.

E’ amore questo? Non sarebbe meglio chiamarlo “temporanea condivisione di egoismi”? Va bene finchè si è adolescenti, favorisce l’accrescimento delle esperienze e ci permette di vivere spensieratamente. Ma se si vive spensieratamente (cioè senza pensare) troppo a lungo, ci si ritrova adulti senza aver costruito nulla. Il tempo passa e il nostro vivere questi “amori” senza pensieri ci porta alla rovina e ci condanna a un’età matura (e poi a una vecchiaia) di sempre maggior solitudine.

Propongo quindi un approccio diverso. Un approccio basato sulla positiva competizione. Ossia su uno stile di vita e di gestione del rapporto amoroso che permette al ragionamento di “entrare” e di fare il suo dovere. Un approccio nel quale entrambi i partner “competono” per trovare, anche dopo mesi o anni, sempre nuovi modi per stupire l’altro. E non si pensi sia una cosa facile, richiede sforzi enormi!

In che senso? Evitare di diventare scontati e prevedibili per il partner è un impegno che richiede dedizione e ragionamento. E’ quasi un lavoro! Ma un lavoro che ripaga con infinite soddisfazioni, perchè quando dopo 3, 8, 15, 30 anni, ci renderemo conto che sappiamo ancora stupirci a vicenda… che sappiamo ancora essere imprevedibili l’un per l’altra (e viceversa)… allora ci renderemo conto che quell’amore l’abbiamo costruito, che l’abbiamo voluto, l’abbiamo cresciuto. Ci renderemo conto che quell’amore ha un valore.

Ma questo atteggiamento va contro i nostri egoismi e contro una aberrante cultura del “se è amore lo devo sentire qui, non deve essere razionale” che, in definitiva, porta solo a brevi e intensi flirt e a famiglie distrutte o mai nate.

Ovvio che non bisogna essere folli, pazzi o imprevedibili su tutta la linea. C’è un sottile confine che separa il bisogno di stabilità e il piacere di stupire il partner anche dopo tanti anni che si sta insieme. Chi capisce quel limite, chi usa il cervello per tracciare quella linea, avrà la chiave per costruire qualcosa di meraviglioso e veramente duraturo.

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