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	<title>The BackDream Blog</title>
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	<description>Il retrogusto del sogno non è sempre dolce...</description>
	<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 09:26:39 +0000</pubDate>
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		<title>Dietro il &#8220;Dorian Gray&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 09:26:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BackDream</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri e Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Quale messaggio si cela dietro &#8220;Il ritratto di Dorian Gray&#8221;?  Perchè sento così tanta gente superficiale dire che vorrebbe essere come lui?
Le esperienze, nella vita, sono preziose proprio perchè finiscono, perchè sono legate a occasioni da cogliere e possono essere negate dai nostri errori. E non torneranno più. E quanto più sono effimere, tanto più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quale messaggio si cela dietro &#8220;Il ritratto di Dorian Gray&#8221;?  Perchè sento così tanta gente superficiale dire che vorrebbe essere come lui?</p>
<p>Le esperienze, nella vita, <strong>sono preziose proprio perchè finiscono</strong>, perchè sono legate a occasioni da cogliere e possono essere negate dai nostri errori. E non torneranno più. E quanto più sono effimere, tanto più diventano importanti e preziose.</p>
<p>Cosa c&#8217;è di prezioso in qualcosa che puoi avere sempre, ogni giorno, senza sforzo, senza pagare le conseguenze di eventuali errori? All&#8217;inizio forse si prova il piacere del potere&#8230; ma ben presto <strong>tutto diventa noioso</strong>, si sente la necessità di nuovi stimoli, non c&#8217;è valore in ciò che si fa, nemmeno l&#8217;appagamento derivante dall&#8217;esserselo guadagnato. Non c&#8217;è sforzo. Non c&#8217;è soddisfazione.</p>
<p>E pur ciò nonostante, quando abbiamo qualcosa, tendiamo a non viverla appieno; come se quella cosa domani ci fosse ancora, fosse ancora lì per noi. Non si pensa mai che tutto potrebbe finire all&#8217;improvviso. Devono arrivare mazzate che ci costringono a pensarlo, altrimenti noi viviamo beatamente nella nostra spensierata ignoranza. Ed è questa ignoranza che espone il nostro fianco al <strong><em>sense of humor</em> della natura</strong>.</p>
<p>Mentre ero ricoverato in ospedale, 15 giorni in cui i medici non capivano cosa avessi e la mia situazione degenerava progressivamente e costantemente, ho fatto pensieri che non avrei mai fatto se non avessi considerato l&#8217;ipotesi che la mia vita potesse finire di lì a poco. Ricordo di aver pensato cose tipo &#8220;e se l&#8217;ultima volta che ho visto mio padre fosse davvero l&#8217;ultima?&#8221;. Cosa ho fatto l&#8217;ultima volta che l&#8217;ho visto? Ho capito che anche quell&#8217;ultimo incontro con lui era stato prezioso e non avrei dovuto buttarlo via trattandolo con sufficienza come se fosse un vecchio rincoglionito! In quel momento sono stato assalito dalla sofferenza per le cose non fatte o fatte male. L&#8217;occasione l&#8217;ho avuta. E l&#8217;ho sprecata. <strong>Ecco perchè quell&#8217;occasione era preziosa</strong>!</p>
<p>Le occasioni si presentano, si concedono a noi per breve tempo e poi se ne vanno. A volte per sempre. Riusciremo mai a capire che ogni istante di questa vita è prezioso perchè, <strong>una volta passato, non potremo più riaverlo</strong> nè cambiarlo? Temo di no. Siamo esseri umani. Dopo tutto.</p>
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		<title>Laurea: un parallelo sportivo</title>
		<link>http://www.simonetti.cc/blog/2009/10/15/laurea-un-parallelo-sportivo/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 07:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BackDream</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri e Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Noto con dispiacere che molti studenti vedono la laurea come un traguardo, una meta che segna il termine degli sforzi profusi nello studio. Personalmente mi trovo in totale disaccordo con questa visione. Dal mio punto di vista infatti la laurea è un momento di passaggio che segna l&#8217;inizio dello studio vero.
Il percorso fatto per raggiungere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Noto con dispiacere che molti studenti vedono la laurea come <strong>un traguardo</strong>, una meta che segna il termine degli sforzi profusi nello studio. Personalmente mi trovo in totale disaccordo con questa visione. Dal mio punto di vista infatti la laurea è un momento di passaggio che segna <strong>l&#8217;inizio dello studio vero</strong>.</p>
<p>Il percorso fatto per raggiungere l&#8217;agognato titolo non equivale infatti alla dispiuta di una competizione, ma all&#8217;allenamento di un atleta in vista della gara. Lo scopo di quell&#8217;allenamento non può essere l&#8217;allenamento stesso, ma l&#8217;arrivare ai blocchi di partenza nella forma migliore per puntare a vincere <strong>la gara che da lì avrà inizio</strong>.</p>
<p>Invece vedo studenti stanchi, svogliati, che non vedono l&#8217;ora di &#8220;finirla&#8221;.</p>
<p>Ma questo bizzarro approccio <strong>non è colpa degli studenti</strong>. Il fatto è che si è venuto a creare un diabolico meccanismo tritasassi in cui l&#8217;università è divenuta un mastodonte autocelebrativo, l&#8217;istituto ha smesso di considerarsi un <strong>mezzo</strong> e si è auto-eletto a <strong>fine ultimo</strong>. Il disinteresse del corpo docente nei riguardi di cosa faranno gli studenti dopo la laurea è spesso imbarazzante, fatta eccezione per quei pochi studenti che mostrano l&#8217;intenzione di fermarsi in università come ricercatori (e tentare la &#8220;carriera&#8221;).</p>
<p>Gli scopi sono molteplici: rientrare nella graduatoria degli &#8220;atenei virtuosi&#8221; (legge Gelmini), pubblicare articoli scientifici, mettersi in luce a livello nazionale ed internazionale per l&#8217;arditezza delle proprie ricerche, <em>et cetera</em>. Insomma, tutto tranne ciò che dovrebbe essere il vero obiettivo di fondo: dare <em>food for thoughts</em> alle giovani menti in modo che possano arrivare ben preparati (ben allenati) all&#8217;inizio della loro vita professionale (la gara).</p>
<p>Ed è così che in altre nazioni ci sono venticinquenni che inventano nuove fonti energetiche riciclabili ed ecocompatibili, trentacinquenni che trovano la cura per rare malattie e quarantacinquenni che vengono addirittura eletti Presidente. Noi nella nostra piccola gerontocrazia italiana sappiamo solo <strong>soffocare le persone finchè non sono abbastanza vecchie da morire da sole</strong>.</p>
<p>Ragazzi, non fatevi scoraggiare! Credete in voi stessi e cominciate oggi a fare ciò che comunque sarete obbligati a fare domani: <strong>studiare per voi stessi</strong>! Studiate, lavorate, applicatevi per dimostrare che il genio italiano non è morto. Che Leonardo, Galileo, e mille altre menti gloriose hanno ancora oggi - qui - dei degni eredi.</p>
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		<title>Competizione positiva&#8230;</title>
		<link>http://www.simonetti.cc/blog/2009/07/06/competizione-positiva/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 09:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BackDream</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri e Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso leggo (o sento dire) che, in amore, tutto deve essere naturale, tutto deve venire dal cuore senza passare dal via, senza doverci pensare; quasi che il ragionare, in amore, sia una colpa; quasi che il ragionare renda l&#8217;amore meno vero o meno spontaneo.
Personalmente trovo che questo approccio sia una grandissima sciocchezza.
Infatti proviamo a pensare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso leggo (o sento dire) che, in amore, tutto deve essere naturale, tutto deve venire dal cuore senza passare dal via, senza doverci pensare; quasi che il ragionare, in amore, sia una colpa; quasi che il ragionare renda l&#8217;amore meno vero o meno spontaneo.</p>
<p>Personalmente trovo che questo approccio sia una <strong>grandissima sciocchezza</strong>.</p>
<p>Infatti proviamo a pensare alla tipica storia d&#8217;amore &#8220;spontanea&#8221;, quella che si prende così come viene e basta: si ha una prima fase di innamoramento travolgente nella quale abbiamo tutta una serie di manifestazioni irrazionali (ci basta vederlo/a per sentire quel blocco alla bocca dello stomaco, ci basta sentire il suo profumo per essere eccitati, e così via); poi questa passione in parte dovuta agli ormoni e in parte alla novità lascia il posto a una comoda routine e ben presto ci accorgiamo che l&#8217;altro è diventato scontato e prevedibile, che non fa nulla per stupirci così come noi non facciamo nulla per stupire lui/lei. La storia si siede, si addormenta, diventa <strong>noia quotidiana</strong>. E a quel punto, inaspettatamente, ecco che arriva una nuova persona in grado di farci sentire lo stomaco chiuso e i brividi dell&#8217;eccitazione.</p>
<p>E&#8217; amore questo? Non sarebbe meglio chiamarlo &#8220;temporanea condivisione di egoismi&#8221;? Va bene finchè si è adolescenti, favorisce l&#8217;accrescimento delle esperienze e ci permette di vivere spensieratamente. Ma se si vive spensieratamente (cioè <em>senza pensare</em>) troppo a lungo, ci si ritrova adulti senza aver costruito nulla. Il tempo passa e il nostro vivere questi &#8220;amori&#8221; senza pensieri ci porta alla rovina e <strong>ci condanna</strong> a un&#8217;età matura (e poi a una vecchiaia) di sempre maggior solitudine.</p>
<p>Propongo quindi un approccio diverso. Un approccio basato sulla positiva competizione. Ossia su uno stile di vita e di gestione del rapporto amoroso che permette al ragionamento di &#8220;entrare&#8221; e di fare il suo dovere. Un approccio nel quale <strong>entrambi i partner &#8220;competono&#8221;</strong> per trovare, anche dopo mesi o anni, sempre nuovi modi per stupire l&#8217;altro. E non si pensi sia una cosa facile, richiede sforzi enormi!</p>
<p>In che senso? Evitare di diventare scontati e prevedibili per il partner è un impegno che richiede dedizione e ragionamento. E&#8217; quasi un lavoro! Ma un lavoro che ripaga con infinite soddisfazioni, perchè quando dopo 3, 8, 15, 30 anni, ci renderemo conto che sappiamo ancora stupirci a vicenda&#8230; che sappiamo ancora essere imprevedibili l&#8217;un per l&#8217;altra (e viceversa)&#8230; allora ci renderemo conto che quell&#8217;amore l&#8217;abbiamo costruito, che l&#8217;abbiamo voluto, l&#8217;abbiamo cresciuto. Ci renderemo conto che quell&#8217;amore <strong>ha un valore</strong>.</p>
<p>Ma questo atteggiamento va contro i nostri egoismi e contro una aberrante cultura del &#8220;se è amore lo devo sentire <em>qui</em>, non deve essere razionale&#8221; che, in definitiva, porta solo a brevi e intensi flirt e a famiglie distrutte o mai nate.</p>
<p>Ovvio che non bisogna essere folli, pazzi o imprevedibili su tutta la linea. C&#8217;è un sottile confine che separa il bisogno di stabilità e il piacere di stupire il partner anche dopo tanti anni che si sta insieme. Chi capisce quel limite, chi usa il cervello per tracciare quella linea, avrà la chiave per costruire <strong>qualcosa di meraviglioso e veramente duraturo</strong>.</p>
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		<title>Morire per Amore, Vivere per Amore</title>
		<link>http://www.simonetti.cc/blog/2009/06/07/morire-per-amore-vivere-per-amore/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 18:39:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BackDream</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri e Opinioni]]></category>

		<category><![CDATA[amore]]></category>

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		<description><![CDATA[Morire è semplice. Dico davvero! Basta una distrazione, una malattia&#8230; o una mera decisione. Del resto basta leggere le lettere dei suicidi: scelgono la morte per fuggire da una vita troppo difficile. La morte è una forma di fuga.
Certo, ci fa sentire importanti dire frasi da film tipo &#8220;darei la vita per te&#8221; o &#8220;per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Morire è semplice. Dico davvero! Basta una distrazione, una malattia&#8230; o una mera decisione. Del resto basta leggere le lettere dei suicidi: scelgono la morte per fuggire da una vita troppo difficile. La morte è una forma di fuga.</p>
<p>Certo, ci fa sentire importanti dire frasi da film tipo &#8220;darei la vita per te&#8221; o &#8220;per te morirei&#8221;. Ma qui non è Sparta. E non è nemmeno il palcoscenico di un teatrino di second&#8217;ordine. Io non morirei per te. Io vivrei per te e con te. Affrontando ogni giorno le difficoltà che la vita ci sbatterà in faccia.</p>
<p>Troppo facile fingerci eroi durante il nostro &#8220;quarto d&#8217;ora di celebrità&#8221; per poi scappare lontanto e non tornare più. Il vero eroe è colui che decide di rimanere quando le cose vanno male, quando la vita gli rovescia addosso tanta merda da non poter più respirare. Il vero eroe è colui che sceglie di affrontare quella vita, non di fuggire.</p>
<p>Eroe è colui che <strong>sceglie di vivere</strong> con e per la persona amata. Vivere ogni giorno con le sue difficoltà, le sue spine, le sue lacrime.</p>
<p>E quando arriverà una tentazione tanto forte da farci quasi impazzire; quando questa tentazione avrà i tratti del desiderio finalmente realizzato; quando si travestirà da Amore e cercherà di occupare tutti gli spazi, spingendo fuori tutto il resto? Sapremo ancora distinguere chi il nostro Amore lo merita davvero? Sapremo distinguere per chi e con chi vivere? Sapremo discernere tra chi ha scatenato le nostre tempeste ormonali e chi lotta al nostro fianco da sempre?</p>
<p>Perchè l&#8217;Amore è una scelta di Vita, ma non sempre la Vita è una scelta d&#8217;Amore. Facciamo in modo che la nostra lo sia! <img src='http://www.simonetti.cc/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Non dare&#8230; per avere!</title>
		<link>http://www.simonetti.cc/blog/2009/05/10/non-dare-per-avere/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2009 08:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BackDream</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri e Opinioni]]></category>

		<category><![CDATA[avere]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono persone che danno molto, a tutti: alla famiglia, al partner, agli amici, ai colleghi&#8230; queste persone sono sempre pronte a dare, di solito senza pretendere nulla in cambio o chiedendo poco, magari solo un po&#8217; di gratitudine, un gesto d&#8217;affetto, un po&#8217; di dignità.
Queste persone ti fanno sentire sicuro, sai che ci puoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono persone che danno molto, a tutti: alla famiglia, al partner, agli amici, ai colleghi&#8230; queste persone sono <strong>sempre pronte a dare</strong>, di solito senza pretendere nulla in cambio o chiedendo poco, magari solo un po&#8217; di gratitudine, un gesto d&#8217;affetto, un po&#8217; di dignità.</p>
<p>Queste persone ti fanno sentire sicuro, sai che ci puoi sempre contare, non senti mai la loro mancanza semplicemente perchè <strong>ci sono sempre</strong>. Quando hai bisogno sono lì per te, quando non sai di averne bisogno loro vegliano su di te come angeli. Sono stabili, affidabili, non ti danno motivo per dubitare di loro e sono un punto di riferimento forte e immutabile.</p>
<p>Ed è per questo che si comincia a <strong>darli per scontati</strong>. Che si comincia a considerare normale avere molto da loro <strong>dando in cambio assai poco</strong> e, nel tempo, sempre meno.</p>
<p>Quante volte da bambino, in situazioni in cui mio fratello aveva palesemente torto, mi son sentito dire &#8220;cerca di capire almeno tu che sei più maturo&#8221;! Maturo? Non ero più maturo, ero solo il più rapido a fare un passo indietro per preservare un bene più grande.</p>
<p>Ma questa caratteristica - che forse viene apprezzata all&#8217;inizio di una conoscenza - si rivela ben presto un&#8217;arma a doppio taglio. La gente smette presto di esserti grata, se da te ottiene comunque ciò che vuole senza nemmeno dover <strong>fare lo sforzo</strong> di ringraziarti.</p>
<p>Al contrario, le persone <strong>avare di riconoscenza</strong>, quelle che danno poco, ottengono molto! Perchè?</p>
<p>Si innesca un drammatico <em>tourbillon </em>psicologico che ci spinge a considerare questa mancanza di riconoscenza come un <strong>indicatore che non abbiamo dato abbastanza</strong>: quindi ci sentiremo inconsciamente spinti a dare ancora di più.</p>
<p>Così, chi è avaro di riconoscenza e di manifestazioni d&#8217;affetto, spesso ottiene favori e amore in modo sempre crescente; al contrario chi si prodiga per gli altri riceverà sempre meno.</p>
<p>Quindi il segreto per avere ciò che si desidera (favori, sesso, soldi, protezione, &#8230;) sembrerebbe essere <strong>una punta d&#8217;egoismo unita a un pizzico di &#8220;impermeabilità&#8220;</strong>. Se ricambi poco, avrai molto, perchè questa tua &#8220;avarizia sentimentale&#8221; verrà interpretata come un segnale che non ti hanno dato abbastanza&#8230; e vorranno darti sempre di più.</p>
<p>Il fatto è che le persone che danno così tanto non vengono mai considerate &#8220;perdibili&#8221;. Loro ci sono sempre, sono solide, stabili e affidabili. Solo quando vengono a mancare (perchè prima o poi, per vari motivi che non sono necessariamente la morte, capita a tutti) allora ci si accorge del vuoto immenso che hanno lasciato nella nostra vita. Solo allora capiamo che <strong>avremmo dovuto dare loro molto di più, finchè potevamo</strong>. Solo quando è ormai troppo tardi.</p>
<p>Che psiche di merda hanno gli esseri umani!</p>
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		<title>Tutti bevono la stessa acqua?</title>
		<link>http://www.simonetti.cc/blog/2009/03/17/tutti-bevono-la-stessa-acqua/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 07:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BackDream</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri e Opinioni]]></category>

		<category><![CDATA[acqua]]></category>

		<category><![CDATA[gusti]]></category>

		<category><![CDATA[preferenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Post leggero oggi.
Ho notato che, a seconda del supermercato in cui ci si reca, lo scaffale con le acque minerali (naturali o frizzanti non importa) presenta sempre la stessa curiosa caratteristica: manca sempre un solo specifico tipo di acqua. E ciò varia da supermercato a supermercato, ma all&#8217;interno del singolo centro commerciale è una costante.
Ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Post leggero oggi.</p>
<p>Ho notato che, a seconda del supermercato in cui ci si reca, lo scaffale con le acque minerali (naturali o frizzanti non importa) presenta sempre la stessa curiosa caratteristica: <strong>manca sempre un solo specifico tipo di acqua</strong>. E ciò varia da supermercato a supermercato, ma all&#8217;interno del singolo centro commerciale è una costante.</p>
<p>Ad esempio, nel minimarket vicino a casa mia ci sono sempre tutti gli scaffali pieni, vicina all&#8217;esaurimento (o esaurita del tutto) c&#8217;è sempre e solo la Rocchetta. E&#8217; come se tutti i frequentatori di quel negozio prediligessero la stessa marca di acqua snobbando tutte le altre.</p>
<p>Vado più lontano, altro supermercato, altra storia. Qui tutti gli scaffali sono pieni (compreso quello della Rocchetta) e l&#8217;unico vuoto è quello della Boario. Vado più in là, altro supermarket, same old story: qui lo scaffale vuoto è quello della Ferrarelle, le altre acque non sembrano nemmeno essere state sfiorate.</p>
<p>Torno dopo alcuni giorni: stessa storia (e stesse marche). Torno 2 settimane dopo: uguale. Un mese dopo: uguale.</p>
<p>I <strong>gusti delle persone</strong> in fatto di acqua <strong>seguono la geolocazione</strong> del supermercato in cui la si acquista.</p>
<p>Bizzarro!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gli stupratori sarebbero italiani?</title>
		<link>http://www.simonetti.cc/blog/2009/02/24/gli-stupratori-sarebbero-italiani/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 14:09:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BackDream</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Leggo questo simpatico articolo su Affaritaliani e impallidisco.
I dati statistici in possesso del Viminale affermano che, su scala nazionale, il 60.9% dei casi di stupro è ad opera di italiani. Quindi, in pratica 6 violentatori su 10 sarebbero di nazionalità italiana e solo 4 su 10 (39.1%) sarebbero stranieri.
Ora io mi chiedo chi faccia le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo <a href="http://www.affaritaliani.it/cronache/stupri_sei_su_10_sono_opera_di_italiani_i_dati_viminale240209.html" target="_blank">questo <em>simpatico</em> articolo</a> su Affaritaliani e impallidisco.</p>
<p>I dati statistici in possesso del Viminale affermano che, su scala nazionale, <strong>il 60.9% dei casi di stupro è ad opera di italiani</strong>. Quindi, in pratica 6 violentatori su 10 sarebbero di nazionalità italiana e solo 4 su 10 (39.1%) sarebbero stranieri.</p>
<p>Ora io mi chiedo chi faccia le statistiche per il Viminale&#8230; Topo Gigio?</p>
<p>Questi dati sarebbero validi se in Italia vivesse lo stesso identico numero di italiani e di stranieri. Ma dal momento che nel nostro paese la percentuale di stranieri sarebbe del 5% (sempre secondo dati del Viminale che tengono conto solo degli immigrati &#8220;regolari&#8221;) allora è chiaro che il precedente dato <strong>va normalizzato</strong>!</p>
<p>Infatti deve essere chiaro che il 60.9% degli stupri viene commesso dal 95% della popolazione (la parte composta da italiani) mentre il 39.1% delle violenze è operato dal 5% della popolazione (la parte composta da stranieri).</p>
<p>Rapportando quindi le percentuali degli stupratori a quelle della popolazione otteniamo in <em>indice</em> di incidenza dello 0.64 per gli italiani e del 7.82 per gli stranieri. Ora normalizzando nuovamente a 100 (per ragionare in percentuale che è più facile) <strong>otteniamo un 7.57% di italiani contro un 92.43% di stranieri</strong>.</p>
<p>Ora bisogna rapportare i casi di stupro alla popolazione: sempre secondo i dati del Viminale quel 5% di stranieri consterebbe di 2.5 milioni di individui, il che significa che la popolazione residente composta da italiani sarebbe di 47.5 milioni di individui. Il Viminale poi afferma che nel 2008 ci sarebbero stati 480 casi di stupro, 1 ogni 104000 abitanti. Usando questo dato per ricondurre il calcolo precedente ad un rischio reale e contestualizzato possiamo quindi calcolare i seguenti valori:</p>
<ul>
<li>0,015% è la probabilità che l&#8217;italiano che ci sta di fronte sia un violentatore</li>
<li>0,185% è la probabilità che lo straniero che ci sta di fronte sia un violentatore</li>
</ul>
<p>Così il dato, non solo suona molto meno allarmistico, ma si evince anche un&#8217;altra cosa (in controtendenza rispetto al sentir comune) ossia che per ricondurre questo dato in prossimità del punto medio dovremmo aumentare e non ridurre il numero di stranieri in Italia. Maggior numero, minore incidenza della minoranza criminale sul valore probabilistico.</p>
<p>Non si sottovaluti comunque lo stato attuale delle cose <strong>alla data odierna</strong>: se si sta in compagnia di stranieri la probabilità di essere in compagnia di un violentatore è circa <strong>18 volte maggiore</strong> che non stando in compagnia di italiani.</p>
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		<title>Se non hai nulla da nascondere&#8230;</title>
		<link>http://www.simonetti.cc/blog/2009/02/11/se-non-hai-nulla-da-nascondere/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 16:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BackDream</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri e Opinioni]]></category>

		<category><![CDATA[chiesa]]></category>

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		<category><![CDATA[san gennaro]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo spunto per questo post mi viene da un commento che un lettore del mio blog ha lasciato altrove. Quando ero bambino e rubavo la nutella, se mia nonna mi beccava, nascondevo le mani dietro la schiena; se invece ero innocente le mostravo immediatamente le mani con un certo orgoglio.
Dopo un po&#8217; il fatto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo spunto per questo post mi viene da un commento che un lettore del mio blog ha lasciato altrove. Quando ero bambino e rubavo la nutella, se mia nonna mi beccava, nascondevo le mani dietro la schiena; se invece ero innocente le mostravo immediatamente le mani con un certo orgoglio.</p>
<p>Dopo un po&#8217; il fatto di nascondere le mani dietro la schiena era diventato <strong>sintomatico </strong>del fatto che io avessi fatto qualcosa che non dovevo. Ovvio che ciò non significa che <em>ogni volta</em> che nascondevo le mani avevo necessariamente combinato qualcosa di male, ma il più delle volte era così.</p>
<p>Ora, alcuni giorni fa mi sono imbattuto in <a href="http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=100062" target="_blank">questo articolo del CICAP</a>. E non posso fare a meno di chiedermi perchè su tale argomento si voglia <strong>alimentare il sospetto anzichè cercare la verità</strong>. L&#8217;atteggiamento della chiesa in merito all&#8217;argomento è quanto mai simile al mio nascondere le mani da bambino. Fa sospettare che loro sappiano che il sangue di San Gennaro altro non sia se non un clamoroso falso.</p>
<p>Oggi disponiamo di metodi assolutamente certi (avendo un sacco di soldi si potrebbe usare uno spettrometro di massa, ma esistono metodi mille volte più economici e altrettanto sicuri) per <strong>sapere se quello è sangue o no</strong>. Sarebbe sufficiente che la chiesa, invece di nascondere le mani dietro la schiena, permettesse a dei seri scienziati di analizzarlo.</p>
<p>Del resto, nel corso degli anni la scienza ha dimostrato la falsità di tante, tantissime supposte <em>reliquie</em> e probabilmente le gerarchie ecclesiastiche temono i <strong>risvolti negativi in termini di popolarità</strong> se si venisse a sapere che uno dei feticci cristiani più adorati è in realtà una miscela chimica creata ad arte meno di mille anni fa.</p>
<p>Però dà da pensare il fatto che l&#8217;organizzazione che si ritiene depositaria della Verità, in quanto ispirata da Dio stesso, abbia così <strong>paura della verità vera</strong> al punto da preferire di non sapere&#8230;</p>
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		<title>Indovina chi&#8230;</title>
		<link>http://www.simonetti.cc/blog/2009/02/09/indovina-chi/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 16:50:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BackDream</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri e Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Da bambino adoravo letteralmente un simpatico gioco da tavolo denominato &#8220;Indovina Chi&#8220;. Le regole erano semplici, si ponevano domande, ci si scambiavano indizi e si tentava di identificare la persona scelta dall&#8217;avversario. Vi va di fare una partita con me? Io vi scrivo gli indizi e voi tentate di indovinare&#8230; non vi preoccupate, se non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da bambino adoravo letteralmente un simpatico gioco da tavolo denominato &#8220;<strong>Indovina Chi</strong>&#8220;. Le regole erano semplici, si ponevano domande, ci si scambiavano indizi e si tentava di identificare la persona scelta dall&#8217;avversario. Vi va di fare una partita con me? Io vi scrivo gli indizi e voi tentate di indovinare&#8230; non vi preoccupate, se non ce la fate in calce vi metto la soluzione. <img src='http://www.simonetti.cc/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ok, cominciamo con gli indizi:</p>
<ul>
<li>è nato il 25 dicembre da una vergine</li>
<li>la sua nascita è stata annunciata da una stella a oriente</li>
<li>tre re, seguendo la stella, sono venuti ad adorarlo</li>
<li>a 12 anni era già in grado di insegnare ai sapienti</li>
<li>a 30 anni fu battezzato e iniziò il suo ministero (missione)</li>
<li>aveva 12 discepoli che viaggiavano con lui</li>
<li>faceva miracoli: curava malati, camminava sulle acque&#8230;</li>
<li>conosciuto con molti appellativi tra cui &#8220;agnello di dio&#8221; e &#8220;buon pastore&#8221;</li>
<li>fu tradito e crocifisso</li>
<li>morì, restò morto per 3 giorni e poi resuscitò</li>
</ul>
<p>Ok, di chi stiamo parlando? Dai&#8230; non è difficile!</p>
<p>Ok, d&#8217;accordo&#8230; ve la do io la risposta. Il personaggio sopra descritto è (rullo di tamburi): <strong>HORUS </strong>(il Dio-Falco che gli egizi veneravano 4000 anni prima della supposta nascita del messia dei cristiani).</p>
<p>Ma non è tutto, con piccole eccezioni, quasi tutte le caratteristiche di cui sopra sono ascrivibili anche a:</p>
<ul>
<li>Krishna (India)</li>
<li>Dyonisus (Grecia)</li>
<li>Mitra (Persia)</li>
<li>Zarathustra (Persia)</li>
<li>Attis (Asia Minore)</li>
<li>&#8230;</li>
<li>&#8230;</li>
<li>&#8230;e decine di altri&#8230;</li>
<li>&#8230;</li>
<li>&#8230;</li>
<li>&#8230; ah già, quasi dimenticavo&#8230; anche Gesù Cristo</li>
</ul>
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		<title>La politica e la matematica</title>
		<link>http://www.simonetti.cc/blog/2009/02/07/la-politica-e-la-matematica/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 07:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BackDream</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri e Opinioni]]></category>

		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>

		<category><![CDATA[decreto]]></category>

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		<category><![CDATA[eluana]]></category>

		<category><![CDATA[governo]]></category>

		<category><![CDATA[matematica]]></category>

		<category><![CDATA[statistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Se affermo che spesso i politici parlano tenendo in scarso conto le evidenze matematiche, penso di non dire nulla di nuovo. Stavolta però una novità c&#8217;è. Se di solito c&#8217;è almeno la tendenza a gonfiare o ridurre cifre reali (che so, un 52% che diventa un 60% o giù di lì) stavolta invece il governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se affermo che spesso i politici parlano tenendo in scarso conto le evidenze matematiche, penso di non dire nulla di nuovo. Stavolta però una novità c&#8217;è. Se di solito c&#8217;è almeno la <em>tendenza</em> a gonfiare o ridurre cifre reali (che so, un 52% che diventa un 60% o giù di lì) stavolta invece <strong>il governo ha sovvertito la matematica e ne ha creata una propia</strong>.</p>
<p>E&#8217; in corso (non ancora concluso) un sondaggio da parte del Corriere della Sera, di cui vi mostro l&#8217;attuale risultato:</p>
<div id="attachment_66" class="wp-caption alignnone" style="width: 643px"><img class="size-full wp-image-66" title="Sondaggio_Corriere_della_Sera" src="http://www.simonetti.cc/blog/wp-content/uploads/2009/02/2009-02-07_081538.png" alt="Sondaggio Corriere della Sera" width="633" height="205" /><p class="wp-caption-text">Sondaggio Corriere della Sera</p></div>
<p>Il numero di votanti è, al momento, già significativo. Si tenga conto che molte rilevazioni statistiche sulle intenzioni di voto (exit poll) vengono considerate attendibili con un campione decisamente più piccolo. In pratica al momento di evidenzia come solo il 22.2% degli italiani sia favorevole al decreto del governo, mentre <strong>ben il 77.8% sia contrario</strong>.</p>
<p>E allora dove sta la contraddizione tra politica e matematica? Ieri, in conferenza stampa, il presidente del consiglio ha dichiarato (testuali parole): <em>&#8220;Credo di interpretare il sentimento della maggioranza degli italiani&#8221;</em>.</p>
<p>Davvero?! Dico&#8230; DAVVERO?! <strong>Da quando in qua il 22.2% è la maggioranza?!</strong></p>
<p>Perdonatemi se prendo a prestito di nuovo Renzo Arbore ma&#8230; <strong>MEDITATE, GENTE, MEDITATE!!</strong></p>
]]></content:encoded>
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