Molto probabilmente tra poco sarà disponibile anche in italia la pillola Ru486 che, a dispetto del nome che a noi informatici ricorda fin troppo una vecchia famiglia di microprocessori, è uno strumento mediante il quale è possibile effettuare un aborto senza intervento chirurgico.
Ovviamente il Vaticano ha già scagliato tutte le sue maledizioni contro questo nuovo strumento del demonio; in questi giorni ho letto, da parte di vari esponenti della Santa Sede, dichiarazioni come le seguenti:
Ora, su un argomento così delicato, è facile portare la gente dalla propria parte se ci si nasconde dietro il dito della difesa della vita. Ma proviamo a immaginare scenari diversi, dico io, mostriamo alla gente anche gli altri lati di questa multisfaccettata medaglia!
Pensiamo per esempio al balordo di turno (criminale, drogato, sieropositivo, quello che volete) che violenta una donna. Come risultato di quella violenza, la donna resta incinta. Ci sono elevatissime, pressochè totali, probabilità che quella donna odierà quel bambino se dovesse nascere. E allora perchè farle subire quella violenza ogni giorno della sua vita futura? Perchè farne pagare le conseguenze al bambino quando si potrebbe intervenire nel momento in cui è ancora un agglomerato di cellule della madre (e non certo una vita autonoma)?
Ora i cattolici fondamentalisti faranno a gara a ricordarmi i vari passaggi della bibbia che parlano del piano di Dio riguardo la vita umana:
Il concetto è che, secondo i Cristiani, è Dio a decidere la tua nascita, la tua morte e tutti i giorni in mezzo.
Ma riflettiamoci! Se così fosse allora il violentatore di cui sopra sarebbe giustificato da Dio, perchè Dio aveva deciso quando e come quella donna avrebbe dovuto restare incinta!
Allo stesso modo sarebbe giustificata da Dio anche la donna che abortisce perchè anche quell’aborto sarebbe la fine della vita di un bambino così come prevista e voluta da Dio che, già prima della nascita, conosce e determina tutta la durata della vita di ogni individuo.
Quindi anche gli assassini sono giustificati da Dio perchè la fine della vita delle loro vittime era stata prevista da Dio per quel giorno e in quel modo.
Oppure sono falsi i presupposti di inerranza su cui i cattolici tanto insistono per giustificare il fatto di avere tutte quelle indimostrabili certezze, senza capire che l’unico modo di dimostrarsi intelligenti è mettere costantemente in dubbio ciò in cui si crede.
Ricordate il papa Giovanni Paolo II? Deceduto il 2 aprile 2005, le sue ultime parole comprensibili, pronunciate in polacco (sua lingua madre) furono “lasciatemi andare alla casa del Padre“. Udite queste parole i suoi medici hanno sospeso ogni cura e gli hanno concesso di morire senza ulteriori accanimenti terapeutici.
Ebbene sì, il papa ha deciso quando era il suo momento per morire. E nessuno all’epoca gridò allo scandalo. Tutti prostrati dal dolore e dalla riconoscenza nei confronti di questo grande uomo che era arrivato alla fine dei suoi giorni.
Ora io però mi chiedo perchè a lui sia stato concesso di scegliere e a Eluana no. A Eluana questo diritto viene negato da 16 anni! E mi fanno pena (e rabbia) le varie associazioni cattoliche, i ministri della chiesa, i baciapile che ci governano, tutti in corsa per mettersi in evidenza nella difesa della disparità e della disuguaglianza; non si rendono nemmeno conto che così facendo sconfessano le parole e le azioni di un papa morto meno di 4 anni fa.
E quel papa (come tutti i papi del resto) era, secondo quegli stessi credenti cattolici, infallibile.
Come la mettiamo?
E’ di pochi minuti fa la notizia che una giovane savonese ha improvvisamente lasciato il suo fidanzato e si è rinchiusa nel convento di Cassino con l’intenzione di farsi suora.
Rifletto. Ti fai suora perchè è tua intenzione dedicare la vita a Dio e al prossimo: tuo principale e sostanziale obiettivo di vita è fare del bene agli altri.
E cominci facendo soffrire come un cane il tuo fidanzato, colui che più d’ogni altra persona ti ama e ha deciso di dedicare la sua vita a te. Bell’inizio di carriera! Complimenti!
E’ l’ennesima conseguenza delle regole assurde e contro natura che la chiesa cattolica impone a chi, più o meno liberamente, decide di seguirla.
Sono disgustato.
Testuali parole del card. Camillo Ruini: “La donna in molti casi abortisce proprio perché non è libera e la si rende tale se le si dà la possibilità concreta di non abortire”.
Ora, analizziamo questa frase usando gli strumenti che la logica ci mette a disposizione. Dal momento che si tratta di un argomento importante e assai controverso, l’unico modo di analizzarlo lucidamente è decontestualizzarlo.
Ecco la stessa frase decontestualizzata: “A in molti casi fa B proprio perchè non è C e la si rende tale [C, ndr] se le si dà la possibilità concreta di non fare B”.
Quindi per rendere C una A bisogna darle la possibilità concreta di non fare B. Il tranello è tutto in quel “non” associato al concetto di “dare la possibilità“. Infatti “avere la possibilità” è semanticamente diverso da “avere l’obbligo” quindi, dal punto di vista logico:
Quindi:
Ora, l’attuale legge prevede che in determinati casi “A può fare B”, una modifica della legge come quella auspicata dal suddetto porporato (mascherandosi dietro al suo poco abile giochetto di parole) andrebbe nella direzione del “A not può fare B” (vedi sopra) e ridurrebbe numericamente il numero di possibilità. Quindi se tra una persona che può fare N cose e un’altra persona che ne può fare M, dove N>M, la prima persona è più libera della seconda; di conseguenza questa modifica alla legge restringerebbe la libertà.
Ma nella sua frase il card. Ruini tenta di venderci il concetto come se si trattasse di un ampliamento della libertà, sfruttando la poca capacità di analisi logica delle masse unita alla radicata convenzione di credere per partito preso (verità di fede?) a ogni amenità che possa uscire dalla bocca di un prelato.
Ora so già che i fondamentalisti (sempre per partito preso e senza veramente averci ragionato) mi daranno dell’assassino, del mostro, del pazzo… e via dicendo. Niente di più falso! Personalmente non vorrei mai ricorrere all’aborto, ma trovo insopportabile la brama di limitare la libertà degli altri sulla base della nostra sensibilità.
Io avrò il diritto di limitare la libertà di un altro individuo solo nel momento in cui l’esercizio di questa sua libertà limita per diretta conseguenza la mia o mi arreca direttamente un danno.
Un altro esempio? Non ho mai fumato nemmeno una sigeretta, nemmeno un tiro per gioco quand’ero adolescente. Ma non me la sentirei mai di vietare in toto il fumo. Limito la tua libertà di fumare solo se fumi in un ambiente in cui danneggi anche me (esempio nella stessa sala di un ristorante, nello stesso ufficio, nella stessa casa…), ma se vuoi rinchiuderti in uno stanzino tutto tuo, da solo, lontano da chiunque altro, e fumare fino a calcificarti i polmoni e morire soffocato… fai pure.