Che dire ancora su questo povero paese, da sempre nelle mani di biechi e torvi amministratori?
Da un lato abbiamo una magistratura che sconta la pena a uno stupratore assassino considerando come attenuante il fatto che la donna ha tentato di difendersi (caso Giovanna Reggiani).
Dall’altro lato abbiamo un presidente del consiglio che prende la palla al balzo e annuncia la riforma della giustizia, il che sarebbe anche giusto se non ne avesse approfittato per buttarci dentro anche provvedimenti tesi a limitare le intercettazioni. E invece siamo alle solite, sfrutta una cosa che realmente va fatta (la riforma di questa giustizia marcia) per cacciare giù nella gola degli italiani l’ennesima legge ad-personam per salvare il suo culetto e quello dei suoi amici.
Dall’altro lato abbiamo una sinistra che, oltre ad essere completamente allo sbando, è totalmente priva di qualsivoglia credibilità in quanto degna erede di quel Prodi che prima di chiunque altro ha legalizzato l’insolvenza dello stato nei confronti dei suoi fornitori. In pratica lo stato può decidere di pagare certi fornitori quando vuole (grazie Prodi!) e non importa se nel frattempo quelli muoiono di fame o falliscono. L’importante è che prendano lo stipendio i dipendenti statali, non chi allo stato fornisce beni o servizi.
Ogni alternativa è stata spazzata via e - tutto sommato - non ci si può nemmeno lamentare in quanto gli “altri” avevano tutti posizioni troppo estremiste, troppo a favore di specifici sottoinsiemi della popolazione.
La domanda è: chi ci resta? In chi possiamo avere ancora fiducia per il futuro? Nessuno, dico NESSUNO di coloro che sono eleggibili oggi mi rappresenta. E io non voglio essere governato da nessuno di loro!
Complimenti, bel successo! Anche io me ne andrò da questo paese di merda! E spero che lo facciano in tanti! Viva la fuga dei cervelli! Quelli di chi fa politica (di qualunque schieramento) son già scappati da tempo…
Il mitico Pippo dice che la qualità non viene premiata. Qualità? Uhm… qualità… storicamente alcune tra le più belle canzoni italiane si sono piazzate agli ultimi posti del festival o addirittura non sono nemmeno state ammesse.
Qui la questione è che chi organizza non la sa nemmeno riconoscere la qualità, forse nemmeno sa cosa sia. Altrimenti non si spiega il fenomeno di cui sopra.
E la cosa non è limitata solo al celebre evento musicale, mi pare che l’immensa incapacità di riconoscere il talento sia ormai endemica nella nostra nazione. Gli artisti italiani diventano famosi all’estero, gli studiosi italiani più dotati e intelligenti vanno a lavorare all’estero (la famosa fuga dei cervelli, fuga con la “u”), e così via.
Intanto che noi stiamo qui a lodare e osannare il “già fatto” e il “già visto”, illustri ed esimi compatrioti si fanno largo in altre nazioni. L’Italia e gli italiani si riservano poi il diritto di adorarli in seguito, quando saranno già consacrati a livello internazionale.
Ma svegliamoci! Diamo loro spazio finchè sono qui! Se li facciamo scappare quelli non vanno a fare il blasone del genio italiano in terra straniera, semmai vanno ad accrescere la vergogna della nostra nazione che regolarmente riesce a perdere i propri figli più dotati.