In questi giorni sto occupando i rarissimi slot liberi della mia mente con la domanda in oggetto. La programmazione genetica (da non confondere con gli algoritmi genetici) ossia la realizzazione di programmi operata da altri programmi, porta evolutivamente ad ottenere, dopo un certo numero di generazioni, programmi distinguibili in due o più sessi?
Imponendo pochi vincoli iniziali, tra cui il più importante è la necessità che due programmi genetici debbano scrivere ciascuno il 50% del codice del “programma figlio”, l’evoluzione di un ipotetico macro-sistema nel quale questi programmi possano vivere per N generazioni può portare alla delineazione di caratteristiche simili per gruppi con specializzazioni struttural-genetiche equiparabili alla distinzione dei sessi negli animali (e quindi anche negli esseri umani)?
Sarebbe interessante indagare sull’argomento…