Posted on 27-12-2008
Filed Under (Pensieri e Opinioni) by BackDream

Che dire ancora su questo povero paese, da sempre nelle mani di biechi e torvi amministratori?

Da un lato abbiamo una magistratura che sconta la pena a uno stupratore assassino considerando come attenuante il fatto che la donna ha tentato di difendersi (caso Giovanna Reggiani).

Dall’altro lato abbiamo un presidente del consiglio che prende la palla al balzo e annuncia la riforma della giustizia, il che sarebbe anche giusto se non ne avesse approfittato per buttarci dentro anche provvedimenti tesi a limitare le intercettazioni. E invece siamo alle solite, sfrutta una cosa che realmente va fatta (la riforma di questa giustizia marcia) per cacciare giù nella gola degli italiani l’ennesima legge ad-personam per salvare il suo culetto e quello dei suoi amici.

Dall’altro lato abbiamo una sinistra che, oltre ad essere completamente allo sbando, è totalmente priva di qualsivoglia credibilità in quanto degna erede di quel Prodi che prima di chiunque altro ha legalizzato l’insolvenza dello stato nei confronti dei suoi fornitori. In pratica lo stato può decidere di pagare certi fornitori quando vuole (grazie Prodi!) e non importa se nel frattempo quelli muoiono di fame o falliscono. L’importante è che prendano lo stipendio i dipendenti statali, non chi allo stato fornisce beni o servizi.

Ogni alternativa è stata spazzata via e - tutto sommato - non ci si può nemmeno lamentare in quanto gli “altri” avevano tutti posizioni troppo estremiste, troppo a favore di specifici sottoinsiemi della popolazione.

La domanda è: chi ci resta? In chi possiamo avere ancora fiducia per il futuro? Nessuno, dico NESSUNO di coloro che sono eleggibili oggi mi rappresenta. E io non voglio essere governato da nessuno di loro!

Complimenti, bel successo! Anche io me ne andrò da questo paese di merda! E spero che lo facciano in tanti! Viva la fuga dei cervelli! Quelli di chi fa politica (di qualunque schieramento) son già scappati da tempo…

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Posted on 15-10-2007
Filed Under (Pensieri e Opinioni) by BackDream

Ricordo un manifesto elettorale di Di Pietro con lo slogan “legalità, legalità, legalità“. Ho sentito Prodi parlare dell’importanza del “principio di legalità” in svariate occasioni, così come - nello schieramento opposto - ho visto un servizio nel quale Fini lamentava la mancanza di legalità nelle zone dell’hinterland di Roma.

Insomma, si fa un gran parlare di legalità, si sottolinea l’importanza della legalità, ossia del rispetto della legge. Ma non stiamo parlando di quella stessa legge che ha consentito a Luca Delfino di restare a piede libero e di avere quindi la possibilità di uccidere la sua fidanzata, dopo che già era sospettato di un altro omicidio e dopo che era stato più volte denunciato per violenza e maltrattamenti? Non stiamo forse parlando di quella stessa legge che permette la scarcerazione di coloro che, guidando drogati e ubriachi, ammazzano persone innocenti? E gli esempi sarebbero migliaia, milioni!

Per non parlare di tutti quei magistrati che si nascondono dietro il dito del “ho solo applicato la legge” quando rimettono in circolazione stupratori, assassini, mafiosi, brigatisti… questo accade quando il fine ultimo della legge è quello di far rispettare se stessa e non di perseguire la giustizia.

Allora mi chiedo: invece di riempirsi tanto la bocca con la legalità, non sarebbe meglio avere come obiettivo la giustizia?

La legge serve, è necessaria. Ma è utile solo nel momento in cui il suo scopo è la giustizia. E se una legge è palesemente sbagliata, se ci si rende conto che per colpa di quella legge si sta per lasciare libero un criminale, allora una giuria dovrebbe poter giudicare diversamente (così come accade nel Regno Unito) e la nuova sentenza dovrebbe divenire una norma consuetudinaria integrante la legge stessa che verrà tenuta in considerazione nei casi simili in futuro.

Se invece, come in Italia, la legge diviene più importante di ogni altra cosa, anche della Coscienza, allora non siamo più una democrazia, siamo un popolo schiavo, al giogo di chi legifera.

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