Posted on 26-01-2009
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In questi giorni tiene banco il supposto scandalo conseguente alla revoca della scomunica a un certo numero di lefebvriani (per i non informati sono una sorta di “ala negazionista fondamentalista cattolica”).

Due cose colpiscono. La prima è la reazione di chiusura da parte della chiesa che, in dichiarazioni ufficiali, avrebbe asserito che “la revoca della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani è un affare interno della chiesa“. Beh, osservo, la sentenza che consente al padre di Eluana di onorare la volontà della figlia non è forse un affare interno dell’Italia? Due pesi, due misure?

Ma la seconda cosa che colpisce è che questa frase sottende un atteggiamento nazista di stampo hitleriano. E’ una minaccia. Guai a chi si azzarda a interferire con gli affari interni della chiesa cattolica (che mi ricorda fin troppo Germania, da leggersi Ghermania, per citare il nome che Hitler voleva dare al suo impero).

Quindi, in buona sostanza, gli esponenti della chiesa possono dire la loro e persino interferire con qualsiasi cosa essi vogliano; se però qualcun altro osa dire la propria opinione e magari alzare la voce indispettito di fronte a palesi ed evidenti insulti commessi da quella stessa chiesa, allora sia anàtema! Solita strategia, evitare il confronto e far cadere dall’alto il concetto che è blasfemo anche solo pensare di poter criticare gli atti del Papa che, ricordiamolo, è infallibile in quanto ispirato da Dio.

Ahi ahi, mi si permetta di prendere a prestito una celebre frase di Renzo Arbore: meditate, gente, meditate!

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Posted on 15-12-2008
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Molto probabilmente tra poco sarà disponibile anche in italia la pillola Ru486 che, a dispetto del nome che a noi informatici ricorda fin troppo una vecchia famiglia di microprocessori, è uno strumento mediante il quale è possibile effettuare un aborto senza intervento chirurgico.

Ovviamente il Vaticano ha già scagliato tutte le sue maledizioni contro questo nuovo strumento del demonio; in questi giorni ho letto, da parte di vari esponenti della Santa Sede, dichiarazioni come le seguenti:

  1. Capiamo la difficoltà di una ragazza incinta suo malgrado. Ma il dramma maggiore è uccidere un innocente.
  2. La Ru486 non è innocente per la salute delle donne.
  3. La Ru486 va condannata a causa della sua intenzionalità abortiva.
  4. E così via…

Ora, su un argomento così delicato, è facile portare la gente dalla propria parte se ci si nasconde dietro il dito della difesa della vita. Ma proviamo a immaginare scenari diversi, dico io, mostriamo alla gente anche gli altri lati di questa multisfaccettata medaglia!

Pensiamo per esempio al balordo di turno (criminale, drogato, sieropositivo, quello che volete) che violenta una donna. Come risultato di quella violenza, la donna resta incinta. Ci sono elevatissime, pressochè totali, probabilità che quella donna odierà quel bambino se dovesse nascere. E allora perchè farle subire quella violenza ogni giorno della sua vita futura? Perchè farne pagare le conseguenze al bambino quando si potrebbe intervenire nel momento in cui è ancora un agglomerato di cellule della madre (e non certo una vita autonoma)?

Ora i cattolici fondamentalisti faranno a gara a ricordarmi i vari passaggi della bibbia che parlano del piano di Dio riguardo la vita umana:

  • Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre. [Salmi 139:13]
  • Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro; i miei giorni erano fissati, quando ancora non ne esisteva uno. [Salmi 139:16]
  • E molte altre…

Il concetto è che, secondo i Cristiani, è Dio a decidere la tua nascita, la tua morte e tutti i giorni in mezzo.

Ma riflettiamoci! Se così fosse allora il violentatore di cui sopra sarebbe giustificato da Dio, perchè Dio aveva deciso quando e come quella donna avrebbe dovuto restare incinta!

Allo stesso modo sarebbe giustificata da Dio anche la donna che abortisce perchè anche quell’aborto sarebbe la fine della vita di un bambino così come prevista e voluta da Dio che, già prima della nascita, conosce e determina tutta la durata della vita di ogni individuo.

Quindi anche gli assassini sono giustificati da Dio perchè la fine della vita delle loro vittime era stata prevista da Dio per quel giorno e in quel modo.

Oppure sono falsi i presupposti di inerranza su cui i cattolici tanto insistono per giustificare il fatto di avere tutte quelle indimostrabili certezze, senza capire che l’unico modo di dimostrarsi intelligenti è mettere costantemente in dubbio ciò in cui si crede.

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Posted on 21-11-2008
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Ricordate il papa Giovanni Paolo II? Deceduto il 2 aprile 2005, le sue ultime parole comprensibili, pronunciate in polacco (sua lingua madre) furono “lasciatemi andare alla casa del Padre“. Udite queste parole i suoi medici hanno sospeso ogni cura e gli hanno concesso di morire senza ulteriori accanimenti terapeutici.

Ebbene sì, il papa ha deciso quando era il suo momento per morire. E nessuno all’epoca gridò allo scandalo. Tutti prostrati dal dolore e dalla riconoscenza nei confronti di questo grande uomo che era arrivato alla fine dei suoi giorni.

Ora io però mi chiedo perchè a lui sia stato concesso di scegliere e a Eluana no. A Eluana questo diritto viene negato da 16 anni! E mi fanno pena (e rabbia) le varie associazioni cattoliche, i ministri della chiesa, i baciapile che ci governano, tutti in corsa per mettersi in evidenza nella difesa della disparità e della disuguaglianza; non si rendono nemmeno conto che così facendo sconfessano le parole e le azioni di un papa morto meno di 4 anni fa.

E quel papa (come tutti i papi del resto) era, secondo quegli stessi credenti cattolici, infallibile.
Come la mettiamo?

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Posted on 04-09-2008
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E’ di pochi minuti fa la notizia che una giovane savonese ha improvvisamente lasciato il suo fidanzato e si è rinchiusa nel convento di Cassino con l’intenzione di farsi suora.

Rifletto. Ti fai suora perchè è tua intenzione dedicare la vita a Dio e al prossimo: tuo principale e sostanziale obiettivo di vita è fare del bene agli altri.

E cominci facendo soffrire come un cane il tuo fidanzato, colui che più d’ogni altra persona ti ama e ha deciso di dedicare la sua vita a te. Bell’inizio di carriera! Complimenti!

E’ l’ennesima conseguenza delle regole assurde e contro natura che la chiesa cattolica impone a chi, più o meno liberamente, decide di seguirla.

Sono disgustato.

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Posted on 16-01-2008
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In questi giorni sento (e leggo) un’infinità di sciocchezze sulla visita annullata dal pontefice presso l’Università “Sapienza” di Roma… in particolare la sciocchezza più grossa riguarda il fatto che in un paese civile tutti devono avere il diritto di esprimere le proprie opinioni e che deve prevalere sempre un sano e rispettoso confronto.

Ora, io sono d’accordo che indire sit-in, addobbare indegnamente la Minerva, proclamare slogan anticlericali (etc etc) non sia stata certo una cosa intelligente né tantomeno civile.

Ma posso dare torto ai manifestanti solo nel metodo, non nell’idea di fondo.

Un’alternativa assai migliore sarebbe stata proporre la seguente soluzione: il Papa è ben accetto alla Sapienza e saremo lieti di ascoltare le sue posizioni nella misura in cui a uno dei suoi scienziati-oppositori venga data la possibilità di andare a parlare in Vaticano esprimendo posizioni opposte e ad entrambi gli avvenimenti venga data la medesima risonanza mediatica.

Se è vero quello che proprio la Chiesa sostiene, ossia che davanti a Dio abbiamo tutti diritto ad un trattamento equivalente (spesso questo concetto viene distorto con “siamo tutti uguali”), allora perchè rifiutare la lezione di Dio e tributare al Papa un trattamento privilegiato rispetto a qualunque altra persona?

Quindi io desidero ascoltare ciò che ha da dire il Papa e allo stesso modo desidero ascoltare le posizioni opposte. E a entrambi i filoni di pensiero dovrebbe essere dato lo stesso spazio mediatico, lo stesso tempo nei telegiornali e così via…

Questo mi sembra un trattamento equo e paritetico, che tiene lontane le polemiche e le inutili (e, per certi versi, deplorevoli) manifestazioni di questi giorni, al contempo garantendo pari trattamento per chiunque abbia idee da esprimere.

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