Che dire ancora su questo povero paese, da sempre nelle mani di biechi e torvi amministratori?
Da un lato abbiamo una magistratura che sconta la pena a uno stupratore assassino considerando come attenuante il fatto che la donna ha tentato di difendersi (caso Giovanna Reggiani).
Dall’altro lato abbiamo un presidente del consiglio che prende la palla al balzo e annuncia la riforma della giustizia, il che sarebbe anche giusto se non ne avesse approfittato per buttarci dentro anche provvedimenti tesi a limitare le intercettazioni. E invece siamo alle solite, sfrutta una cosa che realmente va fatta (la riforma di questa giustizia marcia) per cacciare giù nella gola degli italiani l’ennesima legge ad-personam per salvare il suo culetto e quello dei suoi amici.
Dall’altro lato abbiamo una sinistra che, oltre ad essere completamente allo sbando, è totalmente priva di qualsivoglia credibilità in quanto degna erede di quel Prodi che prima di chiunque altro ha legalizzato l’insolvenza dello stato nei confronti dei suoi fornitori. In pratica lo stato può decidere di pagare certi fornitori quando vuole (grazie Prodi!) e non importa se nel frattempo quelli muoiono di fame o falliscono. L’importante è che prendano lo stipendio i dipendenti statali, non chi allo stato fornisce beni o servizi.
Ogni alternativa è stata spazzata via e - tutto sommato - non ci si può nemmeno lamentare in quanto gli “altri” avevano tutti posizioni troppo estremiste, troppo a favore di specifici sottoinsiemi della popolazione.
La domanda è: chi ci resta? In chi possiamo avere ancora fiducia per il futuro? Nessuno, dico NESSUNO di coloro che sono eleggibili oggi mi rappresenta. E io non voglio essere governato da nessuno di loro!
Complimenti, bel successo! Anche io me ne andrò da questo paese di merda! E spero che lo facciano in tanti! Viva la fuga dei cervelli! Quelli di chi fa politica (di qualunque schieramento) son già scappati da tempo…
Dice il buon vecchio Giulio Andreotti: “Monsignor Marcinkus, che ho frequentato e che era un ottimo sacerdote, [...] Aveva la fama di frivolo perché giocava a golf all’Acqua Santa. Per i sacerdoti americani non è strano, ma tanto bastò a creare un romanzetto (e non fu l’unica balla messa in giro sul suo conto) smentito dalla levatura del prelato e dalla considerazione di cui godeva.”
Quindi, in base alle parole di Andreotti, se la gente ti riconosce una certa levatura e grande considerazione, questo ti rende automaticamente innocente, anzi di più, al di sopra delle accuse! Levatura e considerazione sono di per sè sufficienti a smentire ogni ipotesi che venga fatta su qualcuno.
E pensare che io credevo che per essere innocenti fosse necessario non aver commesso il fatto. Evidentemente invece è una grave colpa anche solo ipotizzare che un uomo di grande levatura e ben considerato possa aver commesso qualcosa di poco pulito.
E poi quest’uomo di grande levatura e così ben considerato non è forse lo stesso che fu condannato per il crack dello IOR, connesso ai suicidi di Calvi e Sindona, etc etc?
Niente la levatura e la considerazione, secondo Andreotti, smentiscono ogni accusa.
Il Giulio nazionale è senz’altro un politico che sa il fatto suo… ma stavolta ha davvero esagerato. Ah Giulio, stavolta hai pisciato a 100 anni-luce dal vaso!
Siamo ostaggi dei camionisti. Questa volta. Ma siamo stati ostaggi dei panettieri, dei benzinai, dei tassisti, dei pescivendoli, dei cioccolatai…
Mi chiedo come sia possibile che in un “paese civile” lo sciopero selvaggio possa essere considerato una risorsa. Ora dico, se vuoi che il resto del paese sia con te, ti capisca, condivida la tua lotta, non devi mettere in crisi gli altri tuoi compatrioti che non hanno colpa. A che serve lasciare noi senza cibo, senza benzina, senza generi di necessità?
Se tu protesti per dei buoni motivi io sono con te, ma se la tua protesta consiste nel danneggiare me, allora mi girano i cocomeri. E tanto! E l’alleato che potevi trovare in me diventa il tuo peggior nemico. Infatti so una cosa, che da stasera mi stanno sul cosiddetto anche gli autotrasportatori, i quali - poverini - hanno pure le loro ragioni, ma usano mezzi sbagliati per farle valere.
Viva lo sciopero bianco dei medici di qualche anno fa! Evviva! Loro sì che sono stati un esempio di civiltà! Protesta senza interrompere il servizio pubblico e vedrai che l’intero paese sarà al tuo fianco! Ma se danneggi coloro che (incolpevoli) potrebbero schierarsi con te, resti solo! Caro autotrasportatore, se vuoi protestare - e ne hai tutte le ragioni - fallo danneggiando coloro contro cui protesti, non danneggiare me, hai bisogno di alleati, non di nuovi nemici!
Al diavolo! L’Italia non è più una democrazia, è una dementocrazia!
Ricordo un manifesto elettorale di Di Pietro con lo slogan “legalità, legalità, legalità“. Ho sentito Prodi parlare dell’importanza del “principio di legalità” in svariate occasioni, così come - nello schieramento opposto - ho visto un servizio nel quale Fini lamentava la mancanza di legalità nelle zone dell’hinterland di Roma.
Insomma, si fa un gran parlare di legalità, si sottolinea l’importanza della legalità, ossia del rispetto della legge. Ma non stiamo parlando di quella stessa legge che ha consentito a Luca Delfino di restare a piede libero e di avere quindi la possibilità di uccidere la sua fidanzata, dopo che già era sospettato di un altro omicidio e dopo che era stato più volte denunciato per violenza e maltrattamenti? Non stiamo forse parlando di quella stessa legge che permette la scarcerazione di coloro che, guidando drogati e ubriachi, ammazzano persone innocenti? E gli esempi sarebbero migliaia, milioni!
Per non parlare di tutti quei magistrati che si nascondono dietro il dito del “ho solo applicato la legge” quando rimettono in circolazione stupratori, assassini, mafiosi, brigatisti… questo accade quando il fine ultimo della legge è quello di far rispettare se stessa e non di perseguire la giustizia.
Allora mi chiedo: invece di riempirsi tanto la bocca con la legalità, non sarebbe meglio avere come obiettivo la giustizia?
La legge serve, è necessaria. Ma è utile solo nel momento in cui il suo scopo è la giustizia. E se una legge è palesemente sbagliata, se ci si rende conto che per colpa di quella legge si sta per lasciare libero un criminale, allora una giuria dovrebbe poter giudicare diversamente (così come accade nel Regno Unito) e la nuova sentenza dovrebbe divenire una norma consuetudinaria integrante la legge stessa che verrà tenuta in considerazione nei casi simili in futuro.
Se invece, come in Italia, la legge diviene più importante di ogni altra cosa, anche della Coscienza, allora non siamo più una democrazia, siamo un popolo schiavo, al giogo di chi legifera.